Mi capita che girovago per l’internet (su Twitter, per la precisione) e incappo niente meno che su uno dei tanti blog contenuti da il Fatto Quotidiano. Sì, quella testata.
L’articolo in questione è il seguente: E-book, il futuro sarà snob e discriminante? che già, fatemelo dire, come titolo non inizia bene.
Leggendo brevemente l’articolo è chiaro che chi parla non è molto a conoscienza della meccanica di un ebook, così come è palese la totale ignoranza (mi perdoni la signora Loy, ma è un difetto di cui soffre la maggior parte degli italiani e pure una buona fetta di operatori dell’editoria) sulla differenza FORMATO e SUPPORTO.
La cosa che più mi turba è che un tale articolo possa esistere su una testata importante come il Fatto, ma si vede che sono io a sopravvalutare il mestiere del gornalista?
Riporto il mio commento all’articolo:
Una nota di merito va a buona parte dei 234 commenti precedenti al mio, in cui una fetta di lettori forti (cioè coloro che leggono solo su cartaceo, non che leggono di più) si è espressa a favore della carta con aromentazioni più romantiche che pratiche, tipo:
1) Il profumo della carta™ (un classicone che commuoverà il nostro Ewan)
2) L’esperienza sensoriale del tocco delle pagine (la carta taglia, ma è sempre bello vedere un libro macchiato di sangue)
3) L’annusare le pagine mentre si legge (che a me sa un po’ di sniffare la colla, ma tornando in argomento, io non ho mai visto nessuno leggere e usmare un libro. Sarò strana io.)
4) La possibilità di sottolineare e prendere appunti (che, per chi non lo sa, cosa fattibilissima anche con un ereader. Con il mio iPad posso sottolineare, evidenziare e fare post it in ben cinque colori moda, senza contare il fatto che scrivere o fare le pieghe a un libro di carta è una cosa che mi urta nell’intimo)
5) Si può prestare (anche l’ebook se è senza DRM, ma l’ebook alla fine lo regali, il libro di carta al 99,9% non ti torna indietro a meno che non siete come me e Nasreen che ci mandiamo vicendevoli avvisi di morte e scadenze)
6) Non urta la vista come i lettori LCD (infatti quelli sono i tablet, i lettori e-reader hanno lo schermo e-ink per la quale hai necessità di una fonte di luce per leggerlo. Proprio come un libro di carta.)
7) Non necessita di essere ricaricato (vero, ma possediamo millemila gadget tecnologici, che differenza fa?)
8) Si può esporre in una libreria (bisogno leggittimo, ma più che a vantarsi non vedo la necessità. La mia libreria sta esposta nel posto più importante: nel mio cevello)
Insomma, a livello pratico… niente.
Voglio inoltre citare il manifesto dello Slow Reading, che spiega in maniera efficace anche il futuro del libro (nonostante non sia per niente d’accordo sul valorizzare più il testo lungo rispetto a quello breve).
In ogni caso, per quanto io possa essere favorevole all’ebook e alla digitalizzazione, vorrei dire che in redazione c’è chi è più favorevole al cartaceo, ma praticamente tutti possediamo un device (che sia un ereader, un tablet o addirittura entrambi). Magari non gioiosamente, ma ci siamo adeguati ai tempi che avanzano.
Gente che ne parla:
Post di Hell
Post di Gianluca
Post di Sommobuta
Post di Giobblin
Post di Helldoom
Post di Alex
Post di Narratore
Post di Marco