[Recensione] Cinquanta sfumature di grigio di E.L. James

Titolo: Cinquanta sfumature di grigio
Autore: E. L. James
Editore: Mondadori
ISBN: 978880462323
Numero pagine: 548
Prezzo: € 14,90
Voto: 0

Trama:
Anastasia, studentessa universitaria, bella, impacciata e vergine s’innamora di Christian Grey,  aitante quanto misterioso miliardario che sembra ricambiare l’interesse per lei. Ne nasce una relazione a base di sesso in salsa sadomaso in cui il navigato Grey, tormentato da un oscuro passato, fa da padrone-maestro all’inesperta Anastasia, incapace di resistergli.

Recensione:
Avete letto bene, signore e signori, lassù non ci sono stelline, manco una. Perché? Perché semplicemente questa cosa orribile che mi accingo a recensire non merita nemmeno di essere catalogata come libro, sarebbe un insulto verso qualsiasi autore – sì, persino verso quello più scarso, più stordito o incapace – che io abbia mai letto.
Mai come ora sono convinto che non ci sia limite al peggio per una buona quantità di cose, tra cui quello che ultimamente viene pubblicato in Italia. Potrei riassumere l’impressione che questo romanzo mi dà in un paio di parole, ma ben pochi prenderebbero sul serio una dichiarazione fatta così a bruciapelo. Non senza qualche elemento come prova, almeno, e di prove ce ne sono a bizzeffe.
Come si deduce già dalla trama, la storia è un unico, enorme stereotipo: la protagonista non è una Mary Sue, è la Mary Sue per eccellenza nella sua forma più primordiale e perniciosa.
Anastasia è la classica studentessa sfigata, sempre in disparte, goffa e imbranata: si vede distintamente che il modello è proprio Bella Swan di Twilight, e per una ricalcatura precisa del personaggio è anche nello stesso modo amorfa e incapace di prendere decisioni. È lei stessa a descriversi:

[…] correre e fare qualcos’altro in contemporanea, tipo far rimbalzare o lanciare una palla, non è pane per i miei denti.
In campo sentimentale, però, non mi sono mai messa in gioco. Una vita di insicurezze… Sono troppo pallida, troppo magra, troppo trasandata, scoordinata, e la lista potrebbe continuare all’infinito. Quindi sono sempre stata io a respingere qualsiasi spasimante. C’era un tipo del corso di chimica che mi veniva dietro, ma nessuno ha mai suscitato il mio interesse…

Vogliamo scherzare?! Lei non può, a ventun anni suonati, avere mai provato interesse per qualcuno: altrimenti come farebbe a presentarsi vergine e inesperta davanti al tenebroso Stereotipo Numero Due nonché suo complemento?
Nell’attesa del suo arrivo, però, è necessario un ripiego: e allora entra in scena Kate, Stereotipo Numero Tre, ossia la classica amyketta del cuore della protagonista, che naturalmente è il suo esatto opposto, con un fisico da modella e un carattere ideale:

[…] la mia amica ha frequentato le migliori scuole private di Washington. La sua famiglia è ricca, e lei è cresciuta sicura di sé e del proprio posto nel mondo. Non si fa intimidire da nessuno. Quanto la ammiro!

A questo punto è interessante notare due cose: primo, che qui la ricchezza è la chiave per qualsiasi cosa nella vita; secondo, che la protagonista scrive in prima persona. E lo fa con uno stile che rispecchia alla perfezione i primi diari di una bimbetta di sì e no dodici anni, peraltro ben poco intelligente. Questo, ovviamente, iterato per più di cinquecento pagine, continuamente, riga dopo riga.
Sebbene Anastasia sia inappetibile e inavvicinabile, gli unici altri due personaggi maschili del romanzo stravedono per lei e farebbero di tutto pur di accaparrarsi le sue simpatie.

Ogni volta che è a casa, Paul mi invita a uscire e io gli rispondo di no. È una specie di rituale. Non mi è mai sembrata una buona idea frequentare il fratello del mio datore di lavoro, e poi Paul ha la bellezza del tipico ragazzone americano della porta accanto, ma non è un eroe letterario, neanche con uno sforzo di fantasia.

Logico: lei è una povera ragazza brutta e incompresa, timida e riservata, che legge grandi classici inglesi. Eppure tutti le cadono ai piedi e scrive come una bimbetta leziosa!
Come se non bastasse, dato che uno spasimante è troppo poco, c’è anche la seconda scelta: Josè, fedele copia di Jacob Black, con la sola differenza che almeno non è una sottospecie di licantropo. L’aspetto fisico, però, ricorda in modo molto nitido quello dell’attore del cast di Twilight. E dire che Taylor Lautner ha fatto anche altri film.
Ci vuole proprio l’arrivo del principe azzurro, ma non può certo essere un incontro rocambolesco: nel modo più banale possibile, l’amyketta Kate si ammala e il compito di intervistare per il giornale studentesco il misterioso Christian Grey non può che spettare alla coinquilina, la nostra ingenua Anastasia.
Fin dal primo momento in cui lo incontra, lei ne rimane stregata e non fa che ripetere al malcapitato lettore ogni altro paragrafo quanto lui sia avvenente: Nessuno dovrebbe essere così attraente. Durante l’intervista, poi, si susseguono domande imbarazzanti perfino per chi legge: dal momento che lui non è mai stato visto in compagnia di una donna, la prima domanda diretta riguarda il suo orientamento sessuale posto come se essere gay fosse una malattia raccapricciante. Il tutto condito da un’atmosfera adorante in cui manca solo di sentire urletti isterici e sospiri da iperventilazione.
Nonostante questo, Christian, bellissimo e ricchissimo (la ricchezza è la chiave per qualsiasi cosa nella vita, non dimentichiamolo), resta stregato da Anastasia e comincia da bravo stalker a seguirla ovunque, monitorando ogni suo spostamento e capitandole accanto sempre nel momento del bisogno e in qualsiasi Stato americano si trovi, salvandola da un ciclista scriteriato o dalle mani lunghe di Josè (no, non mi sono sbagliato, non sto parlando di Edward Cullen anche se lo stampo è il medesimo).
Anastasia, tuttavia, è già cotta di lui fin da quando se lo trova davanti la prima volta:

Scuoto la testa per ricompormi. Il mio cuore batte furiosamente, e per qualche motivo arrossisco sotto il suo sguardo immobile. Sono totalmente sconvolta. I miei ricordi non gli facevano giustizia. Non è semplicemente bello: è la quintessenza della bellezza maschile mozzafiato, ed è qui. […] Chi lo avrebbe mai immaginato?

Mah, penso qualsiasi lettore che abbia qualche punto in più nel quoziente intellettivo medio della maggior parte del pubblico italiano attuale. E poi ancora:

Perché mai quell’uomo splendido, potente e raffinato dovrebbe volermi vedere?

Ma è chiaro, perché tu sei colei che lo conquisterà, lo stregherà, lo cambierà e tutto il resto.

Potrei stare tutto il giorno a guardarlo… È alto, slanciato, con le spalle forti…e il modo in cui i pantaloni gli cadono sui fianchi… Una o due volte si passa le dita tra i capelli […]. Mmh… quanto vorrei farlo io. Mi mordo il labbro e abbasso gli occhi, perché non mi piace la direzione che stanno prendendo i miei imprevedibili, imbarazzanti pensieri.

I puntini fuori dalle parentesi quadre non sono omissioni della citazione, è proprio il testo in sé a essere così. Altrimenti non sembrerebbe più un diarietto delle elementari.

Non capisco. Mi vuole o no? La settimana scorsa non mi ha baciata. Gli faccio schifo? Eppure, sono qui, ed è stato lui a portarmici. Non capisco a quale gioco stia giocando. Cosa pensa?

Quest’ultima citazione è solo un esempio dei tanti monologhi che Anastasia ripete dall’inizio alla fine del libro.
Tutto procede secondo lo schema di Twilight e di qualsiasi altro telefilm o romanzo di quart’ordine in cui cambiano i nomi ma la sostanza rimane invariata. Christian inizialmente cerca di avvolgersi in un’aura misteriosa e insospettabile e di dissuadere la sua vittima:

[…] io non sono un tipo da cuori e fiori, non ho niente di romantico, ho gusti molto particolari. Dovresti stare alla larga da me. […] Ma in te c’è qualcosa, per cui non riesco a starti lontano. Immagino che tu ormai l’abbia capito.

È un vampiro vegetariano (che si nutre di animali, stando alla Meyer)? No: semplicemente è dedito a pratiche sadomaso, è un Dominatore che a quindici anni è stato sottomesso da una delle amiche della sua matrigna, e non può certo turbare la purezza di Anastasia, che come viene ribadito di continuo è vergine e inesperta.
Qui comincia la parte che, in teoria, dovrebbe essere erotica. Quella che, per intenderci, ha conquistato tutte le donne eccetera eccetera.
In realtà è pura e schietta pornografia. Perfino l’atto sessuale in sé riesce a essere meccanico e stereotipato, si ripete sempre uguale e fine a se stesso, e sono solo tre le parole che lo caratterizzano in cinquecento pagine: “scopare”, “fottere” e “gemere”. Non normali ripetizioni, vere e proprie ossessioni esasperanti: non è più nemmeno un’imitazione della narrativa, è la sceneggiatura di un film porno. Anzi, di un video amatoriale, dal momento che perfino i film hanno una sceneggiatura scritta in modo un po’ più decente. Ma d’altronde abbiamo a che fare con una protagonista che, nel momento in cui Christian nomina il corteggiamento, scoppia a ridere come un’oca e lo prende in giro per il suo linguaggio forbito: «Da quale cronaca medievale sei fuggito?» dico «Sembri un cavalier cortese».
E, puntualmente, lui non può che rimanere affascinato da quanto Anastasia sia spiritosa e divertente.
Il resto del libro non ha più trama, i dialoghi che non riguardano il sesso sono talmente staccati dalla trama da risultare messi lì solo per dare volume al libro: tra l’amyketta Kate e il fratello di Christian è stato amore a prima vista quindi ci si è liberati di due intrusi in un colpo solo, gli amici Paul e Josè cessano semplicemente di essere nominati, e i genitori/tutori di Anastasia e Christian si crogiolano nella loro vita fatta di shopping e feste in piscina limitandosi ad approvare amichevolmente la relazione dei due.
Dopotutto, lei è irresistibile e lui straricco, quindi è tutto perfetto.
Ma tra loro, ahimè, cominciano ben presto le tensioni: lui vorrebbe una relazione contrattuale tra Dominatore e Sottomessa, diventa uno stalker sempre più dispotico ed esigente; lei invece mira a sapere tutto di lui e del suo oscuro passato, si cala nel ruolo di un’infallibile psicologa e si premura di rendere noto al lettore:

Io posso calmarlo, posso unirmi a lui per un attimo nel buio e portarlo verso la luce.

Così, dopo un tormento durato qualcosa come venticinque capitoli, decide di assecondarlo e lasciarsi frustare con una cinghia. Dopotutto lui ormai è innamorato perso di lei anche se non lo ammette, e visto che l’ammmore vince su tutto tanto vale rischiarlo, questo tutto.
Invece Anastasia non regge, piange disperata (è l’ennesima volta, beninteso), gli restituisce tutti i regali (un MacBook, un BlackBerry, un’Audi e qualche centinaio di vestiti costosi) e lo lascia.
Il libro si conclude su questa nota lacrimosa, e riconosciamo ancora una volta Bella Swan, in stato catatonico per mesi per essere stata scaricata dal suo vampiro glitterato preferito.
Purtroppo c’è anche il seguito del romanzo, e c’è da aspettarsi qualcosa di spudoratamente ripreso da Twilight: Anastasia sola e derelitta che per passare il tempo si passa tutti gli amici trascurati fino a questo momento, un gesto drastico da parte di Christian, un salvataggio in extremis e la ripresa di un amore sotto la grazia salvifica della Mary Sue di turno.
L’unico momento piacevole della lettura è stato quando, girando pagina, mi sono accorto che finalmente era finita.

D’accordo, ammetto di essere partito prevenuto. Non amando per nulla Twilight – pur avendo letto tutti e quattro i capitoli della saga – non mi aspettavo granché dalla fanfiction venuta male di un libro venuto altrettanto male. Solo che non si aspettavo che fosse così pessimo.
Credo di non aver mai letto niente di tanto banale e irritante, e sì che con la narrativa che c’è in circolazione ultimamente è un primato parecchio conteso. I personaggi sono talmente stereotipati che non c’è nemmeno un minuscolo elemento di novità, il linguaggio è o volgare o ridicolmente infantile, e l’effetto conclusivo è quello di un diffuso fastidio mentale.
La cosa peggiore, però, è tutta la pubblicità che è stata fatta a questo libro sia in televisione che su internet, dove fioccano recensioni entusiaste, appassionate e perfino pornografiche. C’è veramente chi racconta orgogliosamente le proprie esperienze solitarie con una mano che tiene il libro e l’altra impegnata in altre attività. No, non è stato questo a scandalizzarmi, ma la dilagante demenza che sta coinvolgendo a macchia d’olio autori e lettori. O meglio, lettrici. Seriamente, mi sto chiedendo quale sia il vostro problema.
Mi è rimasta solo un’avvilita e seccata domanda: perché il lettore medio è caduto così in basso?

Autore Grey

Grigorij John Delacroix nasce venerdì 17 luglio 1987 alle 13 esatte, rivelando fin da piccolo una spiccata tendenza per tutto ciò che riguarda l’arte funeraria, la vita fuori dalle mura, i gatti, la musica, la narrativa, le matite e le Moleskine. Diplomato al liceo Classico, laureato in Lettere e studente di Editoria, cerca di ingegnarsi in una miriade di lavoretti: tipografo per vocazione, correttore di bozze, editor, grafico impaginatore, giornalista per la testata locale «Veronaè» e insegnante.

Info su Grey

Grigorij John Delacroix nasce venerdì 17 luglio 1987 alle 13 esatte, rivelando fin da piccolo una spiccata tendenza per tutto ciò che riguarda l’arte funeraria, la vita fuori dalle mura, i gatti, la musica, la narrativa, le matite e le Moleskine. Diplomato al liceo Classico, laureato in Lettere e studente di Editoria, cerca di ingegnarsi in una miriade di lavoretti: tipografo per vocazione, correttore di bozze, editor, grafico impaginatore, giornalista per la testata locale «Veronaè» e insegnante.
Questa voce è stata pubblicata in Aprile 2013: Erotico, Articoli scelti, Bibliofollia, Blog, I don't want to live on this planet anymore, Recensione 0 stelle, Rubriche e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

38 risposte a [Recensione] Cinquanta sfumature di grigio di E.L. James

  1. Ewan scrive:

    La prima reccy a zero stelline di Scritty, sono così orgoglioso *-*

  2. Claire scrive:

    Ok, con questa recensione ho finito. Dico sul serio, non riuscirei a leggere altro. Non fraintendermi, avrei dato -1 stellina a 50 sfumature di grigio…a questa …cosa… orrenda. Quando ho finito di leggerla sono rimasta in stato di shock per le seguenti 12 ore chiedendomi: perché?! Perché tanta pubblicità, perché tante chiacchiere, entusiaste per di più? Così ho fatto un giro sul web, ero curiosa. Ero l’unica a pensarla a questo modo? Ebbene no e mi sono divertita un mondo a leggere recensioni come questa ( un esempio? Ti consiglio di andarti a leggere ciò che ha scritto Alessandra Buccheri su The Blog Around the Corner. Davvero spassosa). Grazie, persone come te mi hanno ripagato (in parte, s’intende, una schifezza è e rimane) di tutto le mie pene nel leggere il libro.

    • Grey scrive:

      Appena finito di leggerla!
      Guarda, per me è stata una lettura distruttiva, ho odiato questa roba dall’inizio alla fine… E l’avrei anche presa sul ridere tanto è demenziale, ma ero troppo occupato a deprimermi per la cultura letteraria ai minimi storici e in caduta libera: possibile che ci sia veramente così tanta gente idiota?!

      • Claire scrive:

        Che ci sia così tanta gente idiota è dimostrato dal fatto che la saga 50 sfumature venda tanto, no? Ma forse non è tanto il fatto di vendere (d’altronde anche io l’ho comprato, il libro, e non mi è piaciuto), è che a molta gente PIACE. E ci vogliono fare pure un film. Qualcuno deve spiegarmi come diavolo pensano di farlo. Ok, gli attori ci sono di già (chissà come mai il ruolo di Cristian Gray è il più litigato)…ma il resto?! Oddio, non ci voglio pensare, mi mette tristezza. Immagino già l’orrore di vedere il trailer alla tv e rabbrividisco.

      • Grey scrive:

        Kristen Stewart nel ruolo di Anastasia, Robert Pattinson nel ruolo di Christian, Taylor Lautner nel ruolo di Josè… Lo so, lo so, è orribile, ma io anche mentre leggevo me lo immaginavo così, sarà per quello che mi ha fatto il doppio dello schifo!
        Ma veramente anche un film? Oddio, sono… inorridito!

      • Claire scrive:

        Si si, il film ce lo becchiamo di sicuro. Bleah. Nel ruolo di C.G. abbiamo Ian Somerhalder (direttamente da The Vampire Diaries) e, proprio come immaginavi tu, Kristen Stewart nel ruolo di A. S. ( non voglio nemmeno prendere in considerazione la voce su Angelina Jolie e il suo interesse all’affare. Non. Può. Essere. Vero). Robert Pattinson è stato abbastanza furbo dal defilarsi senza destare attenzioni. Poveri noi.

      • Grey scrive:

        Oddio, io ero sarcastico parlando della Stewart, non avevo nemmeno verificato! Che schifo… ma se non altro se volevano un’attrice adatta a questo ruolo del tutto anonimo e privo di attrattiva hanno scelto quella giusta!
        Vorrà dire che mi divertirò a stroncare anche il film…

      • samantha scrive:

        complimenti per l’arguta,simpatica e spassosa recenzione.mi ha divertita molto, fatto riflettere. c’è però una cosa che non riesco a tollerare. perchè giudicare a priori idiota o comunque ignorante una persona,o in qst caso milioni di persone per il solo fatto di aver letto e vagamente apprezzato queste letture? voglio dire,fermo restando che l’italia è fiera della sua libertà di esprssione e pensiero,da quale tribunale insulso e affrettato provegono qst parle di disprezzo? detto diversamente,chi è lei pr giudicare me o chiunque altro abbia letto con interesse i libri in questione,un idiota? la sua sua capacità di giudizio è quella immuminata per eccellenza? cosa fa di lei un tale eccelso critico? dove sono i libri da lei pubblicati? mi dispiace,ho letto veramente con intresse e simpatia la recenzione qui di sopra ma leggere parole pesanti come idiota mi pare eccessivo. amo la lettura in generale,che sia classica o commerciale,e nessuno può giudicarmi idiota così gratuitamente. detto questo complimenti per il suo lavoro

      • Grey scrive:

        Idiota deriva dal latino con l’accezione di “inesperto, incompetente”, a sua volta derivato dal greco, con significato di “privato” in opposizione alla sfera pubblica. È dal Trecento che il termine ha preso la connotazione negativa odierna, ma in questo caso è tranquillamente adattabile a chi legge il libro, convinto di aver trovato il bestseller del millennio (e lo legge, quindi, da inesperto e nella sfera privata) e ne canta lodi sperticate prive di fondamento e agevolmente contraddicibili da chiunque abbia una media cultura libraria.
        Per quanto riguarda le mie referenze, professionali e bibliografiche (queste ultime verificabili anche da Google), la grande selva anonima del Web non è certo il luogo più consono a esporle. Né è giustificato: io non lavoro per Scrittevolmente, sono solo uno dei recensori, pertanto questi articoli sono un’utile e piacevole attività che svolgo volentieri in totale libertà di espressione. Libertà mia come autore, libertà altrui come lettori e commentatori. In altre sedi di stampo critico non mi sarei mai permesso di ricorrere a un registro basso, scherzoso o anche solo sarcastico.
        Questo è un forum di lettori per i lettori, e in quanto tale ha il diritto e il dovere di alleggerire la serietà che sfoggia con battute, lazzi e arguti sorrisi.
        Un’ultima precisazione: come in qualsiasi generalizzazione, la scelta di “idiota” degrada chi ha una media intellettuale alta e al contempo innalza chi in tutta la vita ha letto solo questa trilogia. Ma, se si dovesse differenziare ogni singola recensione per qualsiasi persona venga a lagnarsene, si potrebbe anche chiudere baracca e andare a declamare sulla pubblica piazza.

      • samantha scrive:

        in una vita precedente,le deve esser stato un gatto,un adorabile,astuto,dispettoso gattino… la sua capacità di cadere in piedi è affascinante.. grz per aver sprecato tempo con me.. leggerò le suee recenzioni con rinnovata curiosità

      • Grey scrive:

        Oh, grazie! In effetti devo aver conservato parecchie caratteristiche feline, non è la prima volta che me lo sento dire… Meow!

  3. antokleinman scrive:

    Non ho letto questa ‘cosa’, ma ho visto un articolo che ne parlava (in toni entusiasti, naturlamente u___u), ma ho subodorato subito che si trattava di una boiata (anche se, lo ammetto, leggendo la tua recensione non pensavo fosse COSÌ boiata).

    L’unica cosa che ho pensato, leggendo questa recensione, è stata ‘Anaïs Nin si starà rivoltando nella tomba’ =.= !

    • Grey scrive:

      Ecco, io sono stato tranquillo perché si trattava di una recensione “professionale”, ma BOIATA è stata esattamente la parola che ho usato io dall’inizio alla fine!
      E ho letto anche il secondo (uscirà a breve la recensione), che se possibile è ancora più boiata di questo… sono pronto anche ad affrontare il terzo e l’inevitabile film che ne seguirà, mi immolo per una giusta causa, se non altro per curiosità di vedere quanto in basso si può cadere!

  4. Marjan scrive:

    Incuriosita dalle voci, volevo leggere il libro, ma dubito sempre dei panettoni-saga-iperpubblicizzati. Cercando recensioni sono inciampata nella tua, giuro che su “amyketta” stavo morendo dal ridere!I dialoghi citati sembrano davvero una presa in giro. Ma non bastava Twilight ad abbrutirci?

    Grazie per avermi salvato, di cuore! Domanda: hai letto Monsieur di Emma Becker?

    • Grey scrive:

      “Amyketta” è una citazione, non l’ho coniato io, ma il resto della recensione è opera della mia mente distrutta da tanta oscena schifezza in un solo libro! Prova a guardare anche l’altra recensione… E pensa che ora sono occupato a cercare di affrontare il terzo e ultimo, che fa ULTERIORMENTE schifo!
      È sempre un piacere salvare vite innocenti…
      No, quello manca alla mia biblioteca: consigli?

  5. Pingback: La casalinga che scrisse un bestseller BSDM per caso « alprazolaMENTE

  6. Valeria scrive:

    Ho visto ora la foto di questa “scrittrice” che ha lobotomizzato le menti fragili di altrettante donne annoiate e sessualmente insoddisfatte…
    Ha un ghigno malefico.E’ come se dicesse:mi sono fatta i soldi scrivendo questa minchiata pur sapendo che lo fosse ahahahah.

  7. Loveless scrive:

    Beh…. a me è piaciuta come lettura leggera nei pochi minuti liberi che avevo nella mia giornata di lavoro estiva…
    Però devo dire che non li ho presi a prezzo pieno (ci mancherebbe).
    Mi hanno fatto compagnia nei dieci minuti in cui riuscivo a stare sveglia prima di crollare esausta dopo una giornata infinita di lavoro, quindi io due stelline gliele darei…

  8. Pingback: Editoria italiana: e lo scrittore? « Do your e-book… now!

  9. sandraq scrive:

    e’ una favoletta a meta’ tra cenerentola e pretty women.
    ho letto diversi libri erotici e pochi sono scarsi come questo( almeno prima della sua pubblicazione, ora sono tutti una sua fotocopia). quello che mi irrita e’ che ormai non si puo’ piu’ scrivere un libro da solo ma tutte trilogie, dai libri x bambini ai libri gialli.

    • Grey scrive:

      Ovviamente, altrimenti non fa scena!
      Basta che qualsiasi cosa sia definita “saga”, o abbia comunque un seguito, per attirare l’attenzione… Per questo preferisco autori che fanno un singolo testo, e poi magari altri slegati, perché di scrittori in grado di gestire bene seguiti, spin-off e simili ne conoscerò sì e no due, per essere ottimista!

  10. Dreams scrive:

    E’ la più entusiasmante recensione che mi sia mai capitato di leggere! Sarei altrettanto entusiasta se, il popolo di lettori che ne hanno fatto un successo internazionale, la condividessero per poi porsi la stessa domanda: ma siamo davvero caduti così in basso?
    Mi congratulo profondamente. A presto.

  11. Charlie scrive:

    Bellissima recensione. Personalmente è stato un libro che ho apprezzato moltissimo, ho riso dalla prima all’ultima pagina a crepapelle, soprattutto durante le scene di sesso mal descritte. Mi sembrava, appunto, di trovarmi davanti a una fanfiction scritta male.Quei tre puntini ovunque poi sono un’oscenità. Bellissima recensione, complimenti, condivido tutto in pieno. Anch’io mi rammarico delle tanti lettrici entusiasmate per questa schifezza.

    • Grey scrive:

      La cosa più divertente è sentire chi, con un entusiasmo apocalittico, continua a difendere questo libro ritenendolo il nuovo capolavoro del millennio… E commenta le recensioni negative dando all’autore del brutto-cattivo-incompetente-invidioso!

  12. Monica scrive:

    Ho apprezzato molto la recensione, complimenti. Ho riso molto, perché c’è solo da ridere, ma ti sei dimenticato della profondità emozionale di Mary Sue…dove tutti i suoi pensieri più intimi ed emotivi sono un susseguirsi di “oh” e “wow”. Che io ho trovato quasi più esasperante di tutto il resto.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>