[Recensione] Cam di Stefano Pastor

Titolo: Cam
Autore: Stefano Pastor
Editore: Ciesse
Genere: Thriller
ISBN: 978-88-6660-017-6
Anno: 2011
Pagine: 289
Prezzo: 18€

Sappiate che ho comprato questo romanzo, anche se ci era stato inviato gratuitamente dall’editore per una recensione e mi sarebbe bastato chiederle la copia a Queenseptienna con la promessa di una recensione, editing e qualche gocciola al cioccolato. Perché l’ho fatto? Perché sono una persona meravigliosa. Perché, se vi ricordate, di Pastor avevo già letto e recensito la raccolta di novelle Creature, poi acciuffata da qualche scrittevole lettore in un fortunato giveaway, e mi aveva convinto a tal punto da elogiare la prosa di un autore italiano, cosa che faccio ogni morte di papa, più o meno.

Ero anche interessato nella trama, che prometteva un thriller psicologico, volevo vedere come Pastor, che è uno che pubblica più o meno 800 libri all’anno e spazia dell’horror al fantasy per ragazzi, se la cavava in un altro genere. L’ho fatto, per cui se volete saperne di più sentitevi liberi di seguirmi dopo il salto, che è una reccy appena sfornata e ancora fumante che vi attende.

Che cosa succede

Asil è un ragazzino di dodici anni proveniente da una famiglia problematica che ha scelto di scappare di casa e vivere alla giornata compiendo scippi e piccoli furtarelli. Asil ha trovato rifugio in una lurida baracca che un tempo apparteneva a un vecchio ora morto e che è diventata, per quanto scomoda, uno dei pochi luoghi in cui si sente al sicuro.

Un giorno, però, scopre che tra le cianfrusaglie ammonticchiate sugli scaffali del tugurio c’è una videocamera accesa che lo riprende giorno e notte. All’inizio Asil è scioccato, pensa di essere vittima di un maniaco, ma poi il suo rapporto nei confronti della videocamera e della persona misteriosa che ci sta dietro comincia a mutare e Asil, durante lunghi monologhi, affida alla telecamera le sue confessioni, i suoi pensieri, le sue paure.

Viene poi il giorno in cui la vita di Asil sembra cambiare, il momento in cui non ha più bisogno dei suoi lunghi discorsi a senso unico con la video. Quello è il giorno in cui hanno inizio gli omicidi, che lo colpiscono duramente, nei suoi affetti più cari. E allora Asil comincia a domandarsi di nuovo chi c’è dietro quella videocamera e se, chiunque sia, rappresenta una minaccia, una speranza di salvezza, o entrambe.

Che cosa ne penso

Ho detto in precedenza, nella mia recensione di Creature, che Pastor ha della stoffa e che, al di là delle piccole incertezze che avevo riscontrato, era evidente la passione che emergeva dalla lettura delle quattro novelle che comprendevano la raccolta.

Qui, con Cam, mi sento di dire più o meno la stessa cosa, ma con le dovute distinzioni. Intanto in Creature i racconti erano horror, mentre Cam è un thriller, quindi, se sono disposto a tollerare una certa ingenuità in un una storia appartenente al genere fantastico, non sono disposto a fare altrettanto con un thriller, che dovrebbe, per sua natura, essere ancorato alla realtà nei minimi dettagli. Perché, ok, lo stratagemma della videocamera che mette in moto la vicenda ci può stare, il dodicenne che vive da solo è credibile, perché è ben caratterizzato, ma tante altre cose presenti nel libro suonano un po’ troppo stonate per i miei gusti, richiedono una sospensione dell’incredulità che, in un thriller, non sono disposto a dare al 100%.

In alcuni punti, specie durante il secondo atto, il ritmo narrativo tende a rallentare parecchio. Vengono introdotti in maniera anche un po’ improvvisa, dei nuovi personaggi che, per quanto importanti per il resto della storia, appaiono inserimenti forzati. E ci sono scene, tipo l’epilogo, che dovrebbero trasmettere speranza, ma che a me hanno fatto l’effetto diametralmente opposto.

Ma tutto sommato Cam è una valida lettura, e mi sono ritrovato a essere trascinato nel mondo un po’ assurdo di Asil. Il merito è, senza dubbio, della prosa di Pastor, che si conferma, ancora una volta, essere molto più che buona.

In conclusione

È un po’ imbarazzante, ma non so spiegare con precisione perché Cam di Stefano Pastor mi è piaciuto. Sì, la quarta di copertina racconta una storia entusiasmante, ma in realtà il romanzo non si sviluppa esattamente come la sinossi lascia intendere. Il protagonista, Asil, non è quello che fefinirei simpatico e a volte è decisamente fastidioso, e le avventure in cui si ficca suonano a tratti grottesche, però sta di fatto che non sono riuscito a fare a meno di seguirle. Merito della prosa e della caratterizzazione del giovane protagonista.

Infine, confermo le impressioni avute leggendo Creature: Pastor è un buon autore, con una buona prosa e una grande fantasia, che purtroppo è ingiustamente sottovalutato.

Voto finale

Autore Ewan

Laureato in sociologia e quindi nullafacente, sociopatico e asociale, recensisce romanzi fantasy, specialmente quelli talmente brutti che fanno piangere i coniglietti. Sta attualmente lavorando al suo magnum opus, una saga Epic Steam High Theological Paranormal Aesthetic Fantasy che non farà mai leggere a nessuno per paura di ricevere critiche negative.

Info su Ewan

Laureato in sociologia e quindi nullafacente, sociopatico e asociale, recensisce romanzi fantasy, specialmente quelli talmente brutti che fanno piangere i coniglietti. Sta attualmente lavorando al suo magnum opus, una saga Epic Steam High Theological Paranormal Aesthetic Fantasy che non farà mai leggere a nessuno per paura di ricevere critiche negative.
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Una risposta a [Recensione] Cam di Stefano Pastor

  1. Slela scrive:

    Ero io lo scrittevole lettore!
    Concordo su quello che hai scritto su Creature, confermo il giudizio.
    Grazie per questa nuova recensione, leggerò altro di questo autore, che scrive bene ma che all’epoca non mi convinse proprio al 100%.

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