[Recensione] Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett

Titolo: Il giardino segreto
Autore: Frances Hodgson Burnett
Editore: X
ISBN: 9788840363998
Numero pagine: 222
Prezzo: A seconda dell’edizione
Voto:

Trama:
Mary è una bambina di dieci anni i cui genitori, lei una donna bellissima ma superficiale, lui un uomo totalmente assente, muoiono di colera. Rimasta sola nella colonia indiana in cui è nata, Mary è cresciuta con la sua ayah, la bambinaia, e diventa una ragazzina viziata, insensibile e solitaria. In seguito è affidata a uno zio che vive in Inghilterra. Ad accoglierla c’è la governante Mrs Medlock che, trattandola freddamente, mette subito le cose in chiaro: difficilmente vedrà lo zio, le stanze della villa sono per la maggior parte chiuse da anni quindi è proibito entrare, e per tutto il resto l’importante è non creare problemi. Con il tempo Mary inizia ad ambientarsi e a conoscere i tanti piccoli segreti della famiglia, tra cui quello dello zio, che è diventato un uomo ancora più solitario da quando la moglie è morta nel suo giardino ormai chiuso a chiave. Ma lei, con l’aiuto fatato di un pettirosso con cui ha fatto amicizia girovagando per i giardini, ritrova la chiave ed entra nel “giardino segreto” attraverso una porta nascosta tra l’edera. Una notte sente qualcuno piangere, e scopre che in una stanza c’è un altro ragazzino della sua stessa età: Colin, suo cugino, è rinchiuso dalla nascita in quella stanza perché malato. Tra i due bambini viziati nasce una bella amicizia, nonostante i momenti d’isteria di Colin, che sembra acquietarsi solo con l’aiuto caparbio e ostinato di Mary: proprio la sua determinazione riesce a riportare Colin fuori dalla stanza, incuriosito dalle promesse del giardino che sta sbocciando. Il miracolo sembra compiersi quando il giovane, da sempre considerato paralizzato, incoraggiato da Mary inizia a camminare, dimostrando così che la malattia era la conseguenza della sua paura.

Recensione:
Uno dei libri più belli della mia infanzia, che ancora oggi vado a risfogliare ogni tanto. Mi sono innamorato da subito dei delicati toni pastello usati per descrivere i classici giardini delle antiche ville inglesi, con labirinti di siepi, frutteti e sentieri di ghiaia. Un’Inghilterra raffinata, dedita all’educazione familiare e caratterizzata soprattutto dagli ampi spazi grigioverde della brughiera che un po’ richiama le zone selvagge dell’Irlanda rimaste intatte fino ai giorni nostri. E proprio nella brughiera si incontra quello che è sempre stato il mio personaggio preferito, Dickon: un ragazzino proveniente da una numerosa famiglia di umili origini, abituato alla vita all’aria aperta e dotato della rara capacità di stabilire un’amicizia con gli animali selvatici, che aiuta prima Mary e poi Colin a ridare vita al giardino con l’arrivo della primavera.
È difficile trovare in un libro luoghi descritti così bene, così come è quasi impossibile districarsi nella selva delle pubblicazioni moderne: il vero talento, quello che fa emozionare il lettore, è sempre più sommerso da spazzatura, da autori che pubblicano solo perché o hanno le tasche foderate di soldi o uno stuolo uniforme di simili che si scopiazzano a vicenda. Per questo, salvo poche meritate eccezioni, sono un sostenitore dei testi un po’ più datati.
Il giardino segreto è una piacevole evasione dalla vita di tutti i giorni, una pausa serena con le tinte ingenue e incantate dell’infanzia, che fa tornare la voglia di correre fuori nel primo spazio d’erba a disposizione e ritrovare qualche frammento di ciò che ci affascinava da bambini, un fiore o una nuvola, il rumore della pioggia e quello delle foglie.
Ho volutamente messo in secondo piano il messaggio più profondo del libro, che è la cosa più evidente quando si arriva con un sorriso all’ultimo capitolo, proprio per dare risalto a ciò che più mi è rimasto impresso fin dalla prima lettura. Sarò anche cresciuto, ma per me sono ancora affascinanti i grandi spazi aperti, quelli in cui sembra che l’uomo non abbia mai messo piede; perché è lì, da soli con la terra e il cielo, che forse si può più facilmente imparare ad essere se stessi.

Autore Grey

Grigorij John Delacroix nasce venerdì 17 luglio 1987 alle 13 esatte, rivelando fin da piccolo una spiccata tendenza per tutto ciò che riguarda l’arte funeraria, la vita fuori dalle mura, i gatti, la musica, la narrativa, le matite e le Moleskine. Diplomato al liceo Classico, laureato in Lettere e studente di Editoria, cerca di ingegnarsi in una miriade di lavoretti: tipografo per vocazione, correttore di bozze, editor, grafico impaginatore, giornalista per la testata locale «Veronaè» e insegnante.

Info su Grey

Grigorij John Delacroix nasce venerdì 17 luglio 1987 alle 13 esatte, rivelando fin da piccolo una spiccata tendenza per tutto ciò che riguarda l’arte funeraria, la vita fuori dalle mura, i gatti, la musica, la narrativa, le matite e le Moleskine. Diplomato al liceo Classico, laureato in Lettere e studente di Editoria, cerca di ingegnarsi in una miriade di lavoretti: tipografo per vocazione, correttore di bozze, editor, grafico impaginatore, giornalista per la testata locale «Veronaè» e insegnante.
Questa voce è stata pubblicata in Bibliofollia, Blog, Recensione 4 stelle e mezza, Rubriche e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a [Recensione] Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett

  1. alessia scrive:

    la recensione non è fatto bene è molto disastrata dovete seguire delle cose,per fare una recensione bisogna mettere queste informazioni:AUTORE,TITOLO,CASA EDITRICE LUOGO E DATA,DATA DI PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA EDIZIONE,TITOLO ORIGINALE (se si tratta di un testo tradotto),TRADUTTORE,INFORMAZIONI SINTETICHE SULL’AUTORE E SULL’EPOCA,GENERE LETTERARIO,PERSONAGGI IMPORTANTI E LORO PARTICOLARI CARATTERISTICHE,AMBIENTI IN CUI SI SVOLGE L’AZIONE,BREVE RIASSUNTO,EPISODI E MOMENTI PIù SIGNIFICATIVI,INTERPRETAZIONE E GIUDIZIO PERSONALE.

    • queenseptienna scrive:

      …sensa offesa, esattamente noi cosa facciamo secondo te? Recensioni.
      E facciamo recensioni mettendo le informazioni chiave, punto.

    • Ewan scrive:

      gentilmente, ma chi cazzo ti ha eletto ministro delle recensioni?

    • Livin Derevel scrive:

      E’ bello sapere che c’è gente che ha poco da fare all’ora di pranzo!XD

    • Grey scrive:

      Il tuo commento invece è peggio che disastrato, per primissima cosa. Poi:
      - Trovami un qualsiasi manuale in cui sia scritto che quello che dici è legge inoppugnabile e FORSE sarai presa più in considerazione.
      - L’abuso del CAPS LOCK fa più o meno l’effetto di un bambino dell’asilo che strilla e azzera automaticamente qualsiasi parvenza di serietà di chi sta scrivendo.
      - Le informazioni di base di un libro sono queste. Chiunque voglia cercarlo non ha che da citare titolo e autore, casa editrice al massimo. Qualsiasi motore di ricerca sforna il risultato anche solo con una delle due informazioni principali.
      - Visto che ti dà così fastidio il nostro specchietto delle recensioni, perché non vai a fartene uno tutto tuo e ti scrivi un’enciclopedia delle recensioni? Almeno hai qualcosa da fare, so che la noia è una brutta bestia.

  2. Alba scrive:

    Detesto chi usa il CAPS LOCK. Quando mi capita rispondo sempre per le rime.
    Alba

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>