[Recensione] Inheritance – Christopher Paolini

[RECENSIONE] INHERITANCE di CHRISTOPHER PAOLINI

Titolo: Inheritance
Autore: Christopher Paolini
Editore: Rizzoli Narrativa
ISBN: 9788817051965
Prezzo: 24€
Pagine: 844
Voto:

Trama:

Sembrano appartenere a un’altra vita i giorni in cui Eragon era solo un ragazzo nella fattoria dello zio, e Saphira una pietra azzurra in una radura della foresta. Da allora, Cavaliere e dragonessa hanno festeggiato insperate vittorie nel Farthen Dûr, assistito ad antiche cerimonie a Ellesméra, pianto terribili perdite a Feinster. Una sola cosa è rimasta identica: il legame indissolubile che li unisce, e la speranza di deporre Galbatorix. Non sono gli unici a essere cambiati: Roran ha perso il villaggio in cui è cresciuto, ma in battaglia si è guadagnato rispetto e un soprannome, Fortemartello; Nasuada ha assunto il ruolo di un padre morto troppo presto; il destino ha donato a Murtagh un drago, ma gli ha strappato la libertà. E ora, per la prima volta nella storia, umani, elfi, nani e Urgali marciano uniti verso Urû’baen, la fortezza del traditore Galbatorix. Nell’ultima, terribile battaglia che li attende rischiano di perdere ciò che hanno di più caro, ma poco importa: in gioco c’è una nuova Alagaèsia, e l’occasione di lasciare in eredità al suo popolo un futuro in cui la tirannia del re nero sembrerà soltanto un orribile sogno. Tutto è iniziato con “Eragon”, tutto finisce con “Inheritance”.

Recensione:

Signori e signore, siamo finalmente giunti alla fine di un’epoca. Un’epoca strana, passata alquanto sottotono.
Ci si potrebbe dilungare per pagine sulle recensioni dei precedenti tre capitoli del ciclo dell’Eredità del Sig. Paolini, ma non in questo articolo. Siamo qui per trattare una cola cosa: la fine mediocre di una saga piuttosto scontata. Sono passati ben nove anni da quando tutto è iniziato, nove anni per scoprire cosa? Niente che già non fosse noto dal primo libro. Parliamone, tecnicamente il libro è scritto in modo adeguato: comprensivo, scorrevole e non stopposo: il fantasy leggero che con una buona trama leggeresti volentieri nel tempo libero, senza infamia e senza lode. Le uniche critiche alla parte concreta del libro sarebbero da farsi ai traduttori: terminologie troppo moderne per un fantasy (un drago in volo cabra? al massimo vira, un caccia F-14 cabra, ma tant’è.) Visivamente parlando l’autore qualcosa riesce a trasmettere, paesaggi, luoghi e persone sono descritti e delineati in modo appropriato e si immaginano bene, ma la mancanza di spessore della trama rende tutto banale. Come in Eragon, Eldest e Brisingr il giovane eroe viene letteralmente sbattuto a sinistra e a destra per tutta Alagaësia dalla fazioni rivali che se lo contendono, cercando di portarlo dalla propria parte in un modo o nell’altro; gettandolo nelle peggiori battaglie (in cui nonostante la pratica estenuante con ogni tipo di insegnate riesce sempre a fare una figura barbina, salvato da qualcuno dei suoi compagni) e plagiandolo in ogni modo possibile. Insomma, niente di diverso dagli altri tre libri, nessun colpo di scena o svolta inaspettata sorprendono durante la lettura di un classico “Eroe buono VS Grande cattivo” in cui però l’eroe non riesce a combinare nulla di sensato senza l’aiuto di qualcuno, senza contare che un buon 50% dei suoi insegnanti e amici sono persino morti per salvarlo, quindi via alle toccatine scaramantiche. Considerazioni tecnico/personali: la fine della saga non è esente dalle stesse critiche fatte a tutti i libri precedenti, ne sarebbe stata in grado di risollevare il tutto dal pantano in cui giaceva. Alcuni fatti e personaggi rimangono quasi completamente avvolti nel nulla, nonostante siano quasi protagonisti vengono solo citati senza quasi dare loro un briciolo di passato o un senso al potere che sprigionano per salvare il deretano a Eragon. Semplicemente spuntano in modi improbabili, agiscono e se ne vanno. Davvero troppi poi i riferimenti alla cultura Tolkieniana Sig. Paolini, posso capire l’ispirarsi, ma così è troppo. La compagnia di elfi/umani/nani, gli uruk-hai Urgali, una lingua elfica creata da zero e per non spoilerare non aggiungo altro.
Conclusioni? Tre stelle solo per un paio di punti che non posso rivelare per non incappare in spoiler selvaggi, ma che comunque hanno, humm, diversificato e fatto tirare un sospiro di sollievo? Per il resto 844 pagine per una saga che si conclude in modo scontato e scopiazzato sono troppe, un libro da week-end forse, ma nulla di esaltante.

Autore Hush

Banalmente un ignorante, pigro e fondamentalista. Classe 1989, probabilmente sarebbe stato meglio per lui nascere nel 1889. Anacronistico e fortemente influenzato dalle correnti stempunk e dieselpunk, contrappone questa sua natura estremamente vintage a una mentalità da tech-geek über-nerd nata negli anni d'oro del pc olivetti. La sua fantascienza la vuole Asimoviana/Clarkiana, il suo horror Lovecraftiano/Poeiano e il suo fantasy Tolkieniano. Ogni tanto ci prova a scrivere, ma solo per finta.

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Comments (34)

  1. LOL, ho fatto proprio bene a tirare una bella riga sulla “saga” già dall’inizio!XD

  2. Aeon

    Non avevo dubbi!

  3. Hush

    Si diciamo che nessuno s’è perso nulla mancando questa saga xD un peccato perché forse in altre mani sarebbe potuta essere qualcosa di davvero degno..

    • Aeon

      Vero: qualcosa di buono c’era. Alcune idee nelle mani di uno scrittore più dotato avrebbero creato un “fantasy da tempo libero” molto più affascinante!

  4. secondo me

    secondo me ,questo libro è fantastico solo se si usa l’immaginazione

  5. lol

    raga,secondo me questo libro è fantastico e lo vedrete anche voi se usate un po di immaginazione

    • Il punto è che l’immaginazione manca all’autore, non certo a noi.

    • Se devo pure a mettermi a immaginare quello che un autore non riesce a mostrare allora stiamo messi bene.

    • secondo me avete regione entrambi , per capire a fondo questo libro bisogna immaginarne ogni parola e immedesimarsi nel racconto , a me è paciuto molto e penso anche a molti altri giovani lettori e secondo me chi ha scrittola recensione (sopra riportata) è una merda rara che non ha capito un cazzo di ciò che il libro trasmette . DSevo dire però che concordo sul fatto che a volte Paolini si ripete come anche sul fatto che Eragon non è mai abbastanza forte anke se in questo lo spirito dell’amicizia tra lui e le diverse razze lo aiuta concludo dicendo : Hush fuckyou

  6. Mat

    La saga l’ ho seguita fin dall’ inizio, ero abbastanza piccolo e quindi mi è piaciuta… dopo aver letto Tolkien ha perso tutto di significato.
    I primi libri potevano essergli perdonati (15 anni ecc. ecc.) ma paolini non è maturato per nulla, di quttro lunghi tomi, la storia potrebbe essere riassunta in tre pagine…sono abbastanza deluso, dopo brisingr mi aspettavo un altro piccolo miglioramento, non è stato così… peccato

  7. BadClark

    Dopo 9 anni di estenuante attesa, finalmente il cilo può definirsi concluso, anche se è impossibile per chi ha apprezzato questa saga non sentirsi combattuto tra la gioia di essere arrivati alla fine e la tristezza di doverle dire addio.
    Si può dire che inheritance corregge i difetti di brisingr anche se penso che tutti i 4 libri siano ben orientati verso un ruolo specifico; eragon un libro di introduzione all’ universo di alagaesia, eldest un libro di maturazione e crescita interiore dei personaggi, brisingr un libro di rivelazioni e confronti che i personaggi ingaggiano con le proprie debolezze, e infine inheritance la tanto agognata conclusione.
    Il punto di forza di questo volume è nelle tante idee e nella tanta azione. Non ci si annoia e il tutto risulta coinvolgente e appassionante, ben lineare e per niente forzato, dove se azioni dei personaggi risultano studiate e ragionate per dare ai personaggi una propria personalità che non và mai in contrasto con i propri doveri.
    I personaggi: ormai tutti i protagonisti sono completamente maturati e irriconoscibili rispetto a quello che erano nei primi 2 volumi, e dopo attente riflessione su loro stessi, sui propri successi e sui propri fallimenti, giungono a quello che è il proprio io, senza più barriere e illusioni. In particolare Roran che in mezzo a cavalieri, draghi, elfi e stregoni appare invece come un semplice uomo, che cerca di compensare la mancanza di magia con coraggio e ingegno come ad insegnare che la mente batte sempre il braccio, alternando momenti di furia e sangue con scene di dolcezza e romanticismo con la sua Katrina.
    Oppure Nasuada che si trova a riflettere sulla possibilità di sposarsi a pagina 68, conciliando gli interessi del suo popolo con la sua felicità. Lungi da lei l’idea di un matrimonio legato soltanto a ragioni politiche e di opportunità. Pur conscia delle gravi responsabilità, che gravano sulle sue spalle, Nasuada non è disposta a rinunciare all’amore e a un buon padre per i suoi futuri figli.
    Ma soprattutto appare finalmete il grande assente, GALBATORIX, l’oscuro burattinaio che preferisce tramare nell’ ombra e muovere i suoi servi come pedine di una gigantesca scacchiera, non esitando a sacrificarle per arrivare sempre più vicino alla vittoria.
    Già la sua prima apparizione nella cella dell’ oracolo risulta afficace e di grande impatto, in un luogo chiuso, ristretto e poco illuminato, muovendosi come le ombre di cui ama circondarsi, rifiutando ancora di mostrare il suo volto, ma non esitando a ricordare a tutti il suo potere e la sua crudeltà.
    Si comporta come il proverbiale gatto col topo, preferendo prima godere del dolore e della sofferenza della sua preda per poi spegnere la sua vita, quando ormai stanco del gioco, come con una candela.
    Le idee: l’idea del nome dei nomi è semplicemente geniale, sin dal primo libro questo concetto mi rombombava nella testa ed è stato bellissimo vederlo sviluppato e concretizzato nell’ ultimo volume, per non parlare della fantomatica e famigerata volta delle anime che finalmente appare per come è senza se e senza ma, anche se la rivelazione è decisamente meno grandiosa di quello che si poteva pensare (io avevo sempre creduto che fosse una sorta di ricettacolo nella quale erano custodite le anime dei draghi e dei cavalieri del passato).
    Formidabile l’ idea dell’ incantesimo blocca-memoria a pg.551, in tal modo i lettori diventano, in un certo qual modo, custodi del segreto della volta e investiti di questa “responsabilità”, ci si sente maggiormente coinvolti nella vicenda. Così si diventa più che lettori, ma veri e propri personaggi che viaggiano e combattono a fianco dei protagonisti.
    Il finale: e infine il tanto agognato finale, sicuramente il pezzo che più stà facendo discutere i fan, dividendo tra i puristi dell’ “happy ending” e non. Invece di arrivare con la morte di Galbatorix si dilegua per ben più di 100 pagine, in modo da preparare piano piano i lettori all’ inesorabile distacco da Alagaesia (impossibile non sentirsi combattuti tra la soddisfazione di essere giunti al termine della saga e il dispiacere di doverle dire addio).
    Paolini ci lascia con la malinconia della separazione, non con la gioia del trionfo: i personaggi devono separasi, imboccare strade diverse; Eragon e Saphira devono trovare una nuova casa per i draghi e i futuri cavalieri, Arya deve pensare al suo popolo spossato e provato dopo quasi un secolo di lento e inarrestabile decadimento, Roran deve ricostruire la sua terra per la sua gente e per i propri figli, Nasuada deve ora accollarsi il peso e le responsabilità della corona, Murtagh e Castigo devono riscoprire qual’ è il loro scopo nella vita, Orik deve riunire i nani ancora troppo separati dalle divergenze dei litigiosi capoclan, e per farlo non esitano a mettere da parte i loro sentimenti.
    Proprio in questo c’è un grande insegnamento (che cos’ è una storia senza una morale alla fine?), saper accantonare i propri desideri per fare quello che sappiamo essere giusto fare.
    In breve, amici miei, inheritance è una conclusione più che denga per questa saga emozionante, che per 10 lunghi anni ha fatto discutere fan sui chi, cosa, come e perchè, e che sicuramente ha aiutato sia l’ autore a maturare per l’ eventuale prossimo (che pare sarà una tenebrosa storia sci-fi) sia i lettori , o almeno quelli come me che hanno scoperto un insostespettabile propensione per il fantasy, (grazie a paolini ho cominciato a leggere brooks, tolkien, hobb., peinkofer e martin).
    Perciò per coloro che vogliono cominciare con il fantasy, consiglio vivamente questa saga che ben si adatta per coloro che per la prima volta si accingono col suddetto genere, in quanto leggera, piacevole, scorrevele ma farcita di tanta azione, dinamismo e anche romanticismo per i più sentimentali, per poi passare a autori più navigati e complessi, ma non per questo una storia che si adatta solo ai lettori più giovani, ma a un pubblico per tutte le età.

    • Non vorrei essere polemica. Sul serio.
      Ma ti sembra forse il caso di prenderti la maleducata libertà di scrivere una tua personale recensione quando nessuno te l’aveva chiesta? Avresti potuto benissimo esprimere il tuo parere in poche righe e con altri concetti piuttosto che occuparti di scrivere un articolo che sarebbe stato meglio te lo fossi tenuto per un tuo blog, dove i tuoi consigli per gli acquisti te li tieni per te, invece che venire qui e sfogare la tua creatività senza per’altro curarti della recensione precedente fatta da un altro.
      La prossima volta che avverti la tentazione di dire la tua, pensaci tre giorni prima di fare qualcosa che non ti era richiesto.

      • BadClark

        Volevo soltanto scrivere qualcosa di più complesso e variegato pittosto che le 4 righette da v elementare dicendo “il libro mi è piaciuto, non mi è piaciuto, questa cosa và lì invece l’autore l’ha messa là”.
        Penso che quando si voglia commentare un libro, si dovrebbe andare al di là delle banalità e delle superficialità e prendersi molto più tempo per riflessioni e ripensamenti perchè credo che un libro abbia mille o più facce, e non solo il lato chiaro o il lato scuro.
        Posso chiedere scusa per la lunghezza del mio commento decisamente eccessivo ma non certo per il suo contenuto, non era mia intenzione nè essere maleducato o offendere chi o cosa e se qualcuno pensasse il contrario rispondo da subito dicendo che volevo semplicemente scambiare il mio punto di vista su questo libro, se poi vuoi metterti a fare polemica allora lascio da subito perchè nè mi interessa nè ho tempo.

      • Non penso la tua intenzione sia stata quella di offendere o discreditare, sicuramente, ma già dire che questa recensione era superficiale e banale la dice lunga. Il recensore ha letto, ha tratto le sue conclusioni e NON gli è piaciuto, punto.
        Non essere d’accordo è legittimo, spesso anche tra i membri dello staff ci sono divergenze, ma trattare qualcuno come un bambino disattento o lagnoso solo perchè non ha apprezzato un libro come Inheritance è ridicolo.
        Polemica o no, tanti saluti.

      • BadClark

        non c’era alcuna intenzione di screditare l’autore della recensione, soltanto voglia di condividere quello che era il mio commento riguardo il libro.
        Le 4 righette era un discorso in generale che poteva riferirsi a chiunque, non mi sembra nè di aver fatto nomi nè di aver puntato il dito contro qualcuno.

  8. Libro che delude fortemente, visto le premesse dei primi due della saga, come in tanti hanno detto, Paolini ha allungato il brodo in maniera assurda. Leggendo sia Brisingr che Inheritance c’erano momenti di forte noia con descrizioni assurde e inoltre ho notato semmai mancanze nell’approfondimento di altri aspetti.
    Segnalo la mia personale recensione sul sito http://www.compagniadeldado.it se volete darci un occhiata e dirmi cosa ne pensate.
    saluti
    andrea

    • Mi è piaciuta la tua recensione e credo che su alcune cose hai ragione ma , su Angela lui stesso ha detto di aver lasciato di proposito tanti punti in sospeso mentre sul fatto che si tratta solo della revisione di alcuni film ho qualcosa da obbiettare .

  9. Marco

    Mi sento perfettamente d’accordo con l’autore della recensione.
    Ho appena finito di leggere Inheritance e sono fortemente deluso e frustrato dal finale, dal momento che la storia è stata caratterizzata per tutto il libro (anzi, la serie) da precise combinazioni di eventi fortuiti che hanno sempre permesso ai protagonisti di salvarsi miracolosamente. Non è quindi un libro dalla trama verosimile (per quanto il genere lo consenta) e ci si aspetterebbe il classico lieto fine per placare la sete di “meritata felicità” dei buoni al termine delle peripezie. La deliberata scelta di negarlo trasforma quella che sarebbe stata una piacevole “lettura leggera” in una perdita di tempo che ti lascia soltanto l’amaro in bocca.

  10. Marco

    Ah, dimenticavo: l’epocale scontro al quale ci si prepara da tre libri e mezzo si svolge e risolve in un paio di pagine… un po’ squalliduccio…

    • Decisamente squallido, anzi. Io non ho detto nulla per evitare spoiler, ma uno che si prepara per quasi cento anni non può finire in quella maniera così assurda, totalmente inverosimile.

  11. mai scuallido come te .

    un fan del libro mattone secondo troppi brutto

  12. a me ha deluso solo il fatto che ERAGON come predetto da Angela alla fine sene va , vittorioso ma se ne va . questo non mi è piaciuto dal momento che Arya si stava innamorando di lui o comunque lo teneva in considerazione.

  13. Nazareno

    Fra tutti i recensori che mi sono capitati sott’occhio, tu sei il più banale, superficiale e qualunquista di tutti, in poche ignobili righe sei riuscito a screditare quella che è probabilmente una delle migliori saghe fantasy di tutti i tempi. E lo dico da appassionato di fantasy, lo dico da divoratore di Tolkien, Lewis e Martin, dove ca*** le vedi tutte queste “scopiazzature” dai libri di Tolkien? Potranno esserci piccole coincidenze che solo un appassionato di entrambe le saghe può notare, ma da qui a dire che Paolini ha copiato, ne passa assai.
    Seguo la saga di Paolini fin dagli esordi e a differenza di te, persona banale, come tutti gli altri veri appassionati di fantasy ho saputo cogliere quello che fa funzionare tutto: la formula vincente nei libri della saga di Eragon è la fantasia, la capacità di immedesimarsi totalmente nelle vicende dei protagonisti.
    E ti dirò, la figura di Eragon, sempre inesperto, timoroso davanti a quello che lo aspetta, la figura del “prescelto che non vorrebbe essere il prescelto” è più naturale, realistica ed “umana” (in quanto è intrinseco nell’uomo non sentirsi all’altezza ed avere bisogno di sostegno) di molti super-prescelti pronti a tutto e sempre vittoriosi ;)

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