[Recensione] I Figli di Baal – I Giardini dell’Essere

Titolo: I Figli di Baal La Guida Rossa
Autore: Francesca Costantino
Editore: Armando Curcio Editore
ISBN: 9788897508809
Fomato: Cartaceo, Ebook
Lingua: Italiano
Numero pagine: 480
Prezzo: 14,90 €
Genere: Fantasy – Sword and Sorcery/Urban
Voto:

Trama: Cancellate quanto sapete della storia del pianeta. I Figli di Baal inaugura la Nuova era del genere umano. Ispirato ai giochi di ruolo cult D&D, Diablo e Baldur’s Gate, prosegue il pluripremiato urban fantasy dedicato al dio Baal e alla Città d’Oro. Stavolta i protagonisti, il negromante Jason, la maga nera Victoria e il cantante rock Sean affronteranno i loro incubi peggiori, sullo sfondo dell’11 settembre. In dubbio se scegliere il bene o il male, saranno facile preda del demone Mephisto. I ragazzi, tre aspetti del dio di Venere e Atlantide, Baal, affronteranno scontri epocali e prove estenuanti: la dipendenza dalla droga, l’Inquisizione, la sete di potere. Se sconfitti, presto si spalancheranno le porte degli Inferi sulla Terra. Eppure, ci insegnano, anche nella situazione più difficile abbiamo tutte le risorse per farcela, basta indirizzare i propri pensieri verso obiettivi colmi d’amore, in nome dell’evoluzione per l’intera umanità.

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[Recensione] L’ultimo ballo di Charlot – di Fabio Stassi

L' ultimo ballo di CharlotTitolo: L’ultimo ballo di Charlot
Autore: Fabio Stassi
Editore: Sellerio
Anno: 2012
ISBN: 9788838927645
Lingua: italiana
Numero pagine: 279
Prezzo: € 16,00
Voto: 

Contenuto: In una sera di Natale la Morte va a trovare Charlie Chaplin nella sua casa in Svizzera. Il grande attore e regista ha passato gli ottant’anni ma ha un figlio ancora piccolo e vorrebbe vederlo crescere accanto a sé. In un lampo di coraggio Chaplin propone un patto alla Vecchia Signora: se riuscirà a farla ridere si sarà guadagnato un anno di vita. Inizia così un singolare balletto con la Morte, e quella notte a salvarlo non sarà la tecnica consumata dell’attore ma la comicità involontaria che deriva dagli impacci dell’età. La questione però è solo rinviata: anno dopo anno, a Natale, la Vecchia tornerà a reclamarlo e bisognerà trovare il modo di suscitarle almeno una risata. Nell’attesa dell’incontro fatale Chaplin scrive una lunga e appassionata lettera al figlio. Vuole raccontargli la storia vera del suo passato, quella che nessuno ha mai ascoltato, ed ecco che dalle sue parole scaturisce l’avventura rocambolesca di una vita e il ritratto di un’epoca rivoluzionaria.

Recensione: Per chi non conosce il vagabondo, questo racconto è il pretesto ideale per accostarsi alla sua figura, e ben venga uno sguardo a Tempi Moderni, al Monello, a La febbre dell’oro e all’insegnamento che da essi si può trarre.Charlie Chaplin.jpg

Il libro di Fabio Stassi, finalista al premio Campiello 2013, mette in  evidenzia un filo rosso che giunge al cuore della comicità, svelandone in parte il meccanismo. Attraverso essa si rovesciano il mondo, la prospettiva, la realtà. Ciò che fa piangere può indurre al sorriso, ciò che induce al sorriso può spingere alla riflessione:

Se un gigante cerca in ogni modo di aprire una porta e non ci riesce, ma subito dopo la porta si apre a un gatto, a un bambino, a un povero vagabondo o a un vecchio senza nessuno sforzo, noi ridiamo.

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[Recensione] L’inganno della morte, di Guglielmo Scilla

Titolo: L’inganno della morte
Autore: Guglielmo Scilla
Editore: Kowalski
Prezzo: 14 euro
Genere: Fantasy
Pagine: 332
ISBN
: 9788874968312
Voto: 

Ve ne avevo già parlato QUI, promettendo in tempi brevi la recensione….
Sì, ok, vi autorizzo a lanciarmi uova marce in faccia per il ritardo; tuttavia le promesse le mantengo sempre e sono tornata a parlarvene!
Detto questo, parto già con un piccolo rospo in gola; una mini polemica che mi sorge spontanea dal momento in cui vedo qualcosa di palesemente storto.
Vorrei spiegare una piccola cosa ai fan del Gu, tanto fedeli fino all’ultimo video pubblicato, per poi regalargli un bel voltafaccia, insultando un libro che magari non si è letto per ripicca.
Andate oltre. Lo Youtuber, che vi piaccia o meno non vive attaccato al computer come un respiratore, pertanto non è nemmeno una macchina sforna-video come credete sia.
Che vogliate capirlo o no, sono persone, non feroci traditori solo perché non vi danno ciò che volete. Le persone sono umane, cercano semplicemente la loro strada… se si era loro sostenitori credo che si dovrebbe guardare al di là di una performance mancata e verificare senza risentimento che stiano continuando comunque a fare un buon lavoro. Per me ciò sta accadendo; è un bel libro, davvero.

Trama:
Daniel, un ragazzo come tanti, viene estratto per partecipare al Palio delle Fiamme, competizione che si ripete ogni estate nel suo paese, in onore delle Festa delle Fiamme. Con poco entusiasmo, il sedicenne accetta più che altro per far contenta la famiglia, che probabilmente gli avrebbe rinfacciato a vita un eventuale rifiuto.
Fatto sta che si dimostra il migliore, ma nel bel mezzo dei festeggiamenti si ritrova ucciso; la sua morte, sopraggiunta in circostanze a dir poco misteriose, crea non pochi sospetti soprattutto nel protagonista, che cercherà risposte.
Tuttavia non sarà solo nel suo viaggio: potrà sempre contare sull’aiuto della bizzarra Cybele, degli amici e dei suoi tre guardiani.
Si può tranquillamente affermare che la vera avventura abbia inizio dopo… nella misteriosa e piovosa Dyuturna: la città dei morti.

Recensione:
Non  è un semplice fantasy; lo definirei un fantasy esistenziale, ma ci ritorneremo più tardi.
Dall’inizio rapido e incalzante, appassiona da subito il lettore con un ritmo sostenuto da botta e risposta sarcastici, seguiti talvolta da rallentamenti.
Ha un modo molto particolare di creare un feeling immediato, di colpire e interessare chiunque si accinga a seguire le vicende.
A questo proposito s’incontra un dialogo molto carino madre/figlio riguardo il partecipare o meno alla Festa delle Fiamme. In esso, le parole scorrono come mercurio: non si lasciano prendere per quanto vivaci; inutile a dirlo, contengono una certa dose di spiritosaggine (quella che insomma conosciamo bene).

-Almeno ti rendi conto di quanto sia patetico? -si ribellò lui. -Le nove gilde! Manco fossimo tornati al medioevo…
-Ti è sempre piaciuta la Festa delle Fiamme- tagliò corto Olimpia.
-Questo era prima che dovessi parteciparvi vestito da cretino.
La macchina inchiodò di colpo, sollevando una nuvola di terra bruciata.
-Tu non ti rendi minimamente conto dell’enorme fortuna che ti è stata data- sibilò la madre, senza staccargli gli occhi di dosso. -È  parte integrante della nostra cultura… e come se non bastasse è pressoché impossibile venire sorteggiati!
-Se vuoi ti cedo volentieri il posto.
-Purtroppo è contro le regole!
Olimpia lasciò il freno e diede un colpo deciso all’acceleratore. L’auto saltò avanti. Daniel si trovò con le spalle attaccate al sedile.

La ventata di brio è perfettamente accompagnata o meglio spezzata da descrizioni intense, palpabili, dalle quali si ha il netto ritratto di paesaggi e persone menzionate; tuttavia non rallentano la corsa narrativa.
Le vere e proprie impennate provengono da riflessioni improvvise, che mozzano il fiato a freddo prima di rendersene conto. Credo sia proprio questo che non ci si aspettava in modo così aperto dall’autore; eppure è la parte che merita di più, la più autentica, quella che ripasserei più volte e che voglio ricordare. Ho apprezzato parecchio l’estrema sensibilità nell’analizzare soprattutto le emozioni: è come se le scrutasse da un microscopio. Ci sono parecchi interventi di questo genere; uno più bello dell’altro.

Daniel studiò per un lungo momento il viso della nonna. Avrebbe voluto dirle che non aveva alcuna intenzione di prendere parte alla competizione. Che nessuno le aveva dato il permesso d’inserire il suo nome nella lotteria e che per protesta avrebbe saltato il pranzo. Ma il coraggio soffre di un’ enorme timidezza. Se non viene tirato fuori subito, si fa piccolo e va a nascondersi dove nessuno può vederlo.

Il libro dimostra una buona inventiva riguardo la trama. Offre uno scenario molto originale, in cui certi elementi sembrano quasi di matrice Potteriana (tipo il bufovettore, che stai lì e ti chiedi come diamine gli sia venuto in mente). Tuttavia  non è quella la parte rilevante. Per capirci: Dyuturna è una città molto interessante compresi i suoi abitanti, e ciò che accade è inaspettato e sorprendente. Però si ha come l’impressione che ci sia da leggere tra le righe il messaggio più importante; quello a cui tutto è finalizzato e verso cui tutto converge.
È avvincente leggere di un ragazzo che vince una competizione, muore e deve scoprire un intero universo; in parole povere è costretto a rimparare a vivere di nuovo secondo le nuove regole. Si esce pazzi a cercare d’intercettare il complotto e tutto ciò che c’è sotto, compreso il ruolo dei guardiani e il senso dell’intervento di Cybele.
Eppure non è la storia l’importante. È come se essa in profondità contenesse una morale fortemente affettiva; un esistenzialismo che trapela da ogni fessura appena è possibile. Che smania per esplodere.
La domanda a fine racconto, per alcuni è stata semplicemente: “Cosa farà Daniel poi?”
In effetti è previsto un seguito…forse. Di quesiti però ce n’erano di più imponenti; dei macigni rispetto al semplice proseguimento della trama fantasy.
È davvero peggio morire, o restare per essere lasciati dalle persone che amiamo? Cosa significa realmente soffrire?
Alcuni dubbi trovano risposta certa; altri presentano un’apertura amara che non lascia equivoci: non è un lavoro fatto tanto per, ma un’analisi della vita offerta a cuore aperto.

Oltre a questo non ci sono certezze; la giustizia è un’utopia che non possiamo concederci. Le nonne che seppelliscono i nipoti.
Dov’è la giustizia in tutto questo?

È un libro che, coloro che cercano unicamente l’avventura, purtroppo non leggeranno mai interamente. Io l’ho terminato con la lacrimuccia che scendeva. Contiene parti che colpiscono e affondano senza equivoci… altre le devi sentire.
Personalmente mi sono innamorata della delicatezza, del dettaglio. Mi sono innamorata della pioggia di Dyuturna, che può mettere solo i brividi (non vi spiego certo il perché).
Una lettura piena d’inventiva… ma soprattutto intrisa di senso.
Chi non riesce ad andare oltre i video di Youtube, non ha la più pallida idea di cosa si perde.

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[Comunicato stampa] Le uscite di giugno della Factory editoriale i Sognatori

fin dove si scorge il mare

La Factory editoriale i Sognatori, primo e (attualmente) unico esempio di casa editrice co-gestita da scrittori, scrittrici e addetti ai lavori, è lieta di segnalare le pubblicazioni di giugno:

Y, di Claudio Selva
Raccolta di racconti nella prima parte, romanzo nella seconda. Le due sezioni sono unite da un filo logico che l’autore, giocando coi lettori, invita a cogliere. Il libro è collocabile a grandi linee nel genere slipstream. I racconti della prima parte inglobano elementi umoristici, surreali e spesso malinconici, il romanzo della seconda parte è vicino per certi versi alla fantascienza distopica.
Consigliato a chi è stufo dei soliti libri, perché in effetti “Y” sfida regole e luoghi comuni della narrativa, con un approccio anarcoide che farà la gioia di tutti coloro che amano i romanzi sperimentali. Dovendo citare qualche autore accostabile – almeno nell’approccio e/o nella visione onirica della letteratura – al testo in esame, vanno citati fuor di dubbio Borges, Wallace e Cortazar. Aggiungiamo, in ambito extraletterario, il cinema di David Lynch e in particolare quello dei film “Strade perdute”, “Mulholland drive” e “Inland Empire”.

Per un corposo assaggio vedi qui

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[Recensione] Matta per Manolo di Bea Buozzi

Titolo: Matta per Manolo

Autore: Bea Buozzi

Editore: Mondadori

ISBN: 9788804640714

Formato: ebook

Voto:

Trama: In una città frenetica come Milano è difficile, a trentacinque anni, illudersi di trovare l’anima gemella. È molto più appagante e meno frustrante collezionare scarpe meravigliose: come fa Palladiana, la protagonista di questo romanzo. Una trasferta a Napoli per lavoro sarà l’imprevedibile occasione per calzare un paio di fantastiche Manolo Blahnik. E saranno queste décolleté rosse – insieme alla criptica profezia di una maga incontrata sul molo Beverello – ad aprirle gli occhi: Palladiana ha solo un anno di tempo per scampare allo zitellaggio eterno! Un vero paradosso, per lei che di professione fa l’autrice per il programma televisivo “Sposami subito”… Nonostante lo scetticismo iniziale, con la lista dei suoi ex alla mano, Palladiana deciderà di ripercorrere gli amori del passato: per realizzare che è più facile inciampare nella felicità che non calzarla comodamente – proprio come è avvenuto per il suo amato paio di Manolo. Del resto «i graffi sotto le suole raccontano molte più cose dei fondi di caffè in una tazzina», lo dice sempre Ivanna, la sua vicina di casa, che dispensa consigli preziosi e, nonostante il suo aspetto quanto mai eccentrico, è incredibilmente saggia. Tutti gli inquilini di Palazzo Ranieri lo sanno, e non solo loro… Tra Napoli e Milano, Parigi e New York, tra la divertentissima caccia televisiva al matrimonio più bizzarro del mondo e la vita quotidiana di un variopinto condominio milanese, questo romanzo ci fa sorridere e palpitare e ci racconta come, con ironia e una grande dose di leggerezza, per capire l’umore di una donna sia sufficiente guardare quali scarpe indossa.

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[Intervista] I ciclonauti di Piero Sansò

Titolo: I ciclonauti
Autore: Piero Sansò
Editore: I Sognatori
Genere: Romanzo fantastico
ISBN: 9788895068367
Data di pubblicazione: maggio 2014
Num. Pagine: 140
Prezzo: 13,40
Dove trovarlo: 
http://www.casadeisognatori.com/iciclonauti.html

TramaRomanzo che miscela fantasy, fantastico e avventura. La trama è incentrata su una scoperta sensazionale compiuta da tre uomini di scienza fissati con le passeggiate in bici: le corse compiute su due ruote – rigorosamente non inquinanti – sprigionerebbero energia positiva per la Terra, energia ridistribuita per il pianeta e catturata dai dolmen e dai menhir (o da altre strutture megalitiche) a beneficio di coloro che amano la natura e il cicloturismo. A un certo punto però i tre scopritori, ribattezzatisi “I Ciclonauti”, scopriranno che l’energia accumulata nei menhir presenta dei risvolti negativi e a dir poco inquietanti. Nella volontà di scoprirne le origini, finiranno per imbarcarsi in un’avventura surreale e lontana, nello spazio e nel tempo…

I ciclonauti impazzivano all’idea di navigare sull’energia che essi stessi producevano, alla stregua di un surfista che, al solo immaginare di poter produrre da sé l’onda giusta e poterla poi calvalcare senza limiti, dia i numeri per la gioia [dal retrocopertina].

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[Recensione] Oriana. Una Donna, di Cristina De Stefano.

Titolo: Oriana. Una Donna.
Autore: Cristina De Stefano
Editore: Rizzoli
Genere: Biografia
ISBN: 978-88-17-06898-7
Data di pubblicazione: ottobre 2013
Num. Pagine: 301
Prezzo: 19 €
Voto: 

Trama:
L’autrice, ricostruendo l’intricato puzzle della vita di una donna così complessa, ne rende un quadro completo ed esaustivo. Racconta luci ed ombre di Oriana, anche laddove la scrittrice era stata molto abile a camuffarle tra gesti e parole.

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[Recensione] Giorni di neve, giorni di sole di Fabrizio e Nicola Valsecchi

Giorni di neve, giorni di soleTitolo: Giorni di neve, giorni di sole
Autori: Fabrizio e Nicola Valsecchi
Editore: Marna
Genere: Testimonianza
ISBN: 9788872034989
Anno: 2009
Num. Pagine: 128
Prezzo: 12,00€

Voto

ContenutoUn uomo ormai anziano, durante il viaggio di ritorno verso l’Italia, la sua terra d’origine abbandonata da ormai settant’anni, ripercorre gli anni trascorsi nella nuova patria adottiva, nella quale ha sperato in una vita serena e libera. Ma il rapimento e la scomparsa della figlia e del genero, desaparecidos, hanno infranto questo sogno. Solo il ritorno alle origini riesce in parte ad attenuare la sua sofferenza…”I desaparecidos sono lì presenti per reclamare che la coscienza, i valori e la dignità del popolo non desiderano l’impunità né l’oblio. Patricia e Ambrosio e tutti coloro che hanno dato la vita per la libertà rimangono nella memoria e nella resistenza.” (Adolfo Perez Esquivel, Premio Nobel per la pace nel 1980). Gli autori, Fabrizio e Nicola Valsecchi, nati a Como nel 1976, gemelli scrittori cernobbiesi, hanno precedentemente pubblicato con la casa editrice Mamma i romanzi “La Chiromante” “Una Profezia” (2002) e “B. e gli uomini senz’ombra” (2004), riscuotendo un buon successo di critica e pubblico, oltre al racconto “Il Seme della Discordia” (2006), apparso sul giornale “Il Popolo Veneto”. Scrivono realmente a quattro mani, procedendo insieme, senza ripartirsi i compiti, con una scrittura asciutta e innovativa.

Recensione: L’intento del libro è più che meritorio. Qui la pagina scritta si fa denuncia contro i crimini del regime militare argentino; ricordo e non sterile celebrazione delle vittime della storia recente (i desaparecidos); testimonianza amara e accesa di ciò che è stato e accadrà di nuovo, sotto altre forme e in altri luoghi.

Sicuramente è un modo per non passare sotto silenzio una pagina amara che conoscono in pochi, e ovviare al negazionismo che a oltranza semina oblio e smorza sul nascere la memoria.

Il volume, liberamente tratto dalla vita di Alfonso Mario dell’Orto, italiano emigrato in Argentina nel lontano 1935, contiene la prefazione del premio nobel argentino Adolfo Perez Esquivel, oltre una postfazione approfondita e circostanziata di Gianni Tognoni, segretario del Tribunale permanente dei Popoli.

Quella di Alfonso Mario dell’Orto è una vicenda drammatica, toccante, la quale emerge dal flusso dei ricordi che lo invadono durante la trasvolata per tornare al suo paese natale. In Italia ha un compito importante: depositare, fissare e tramandare ai posteri la memoria di ciò che è stato, nella forma del monumento che ricordi la figlia scomparsa da trent’anni (desaparecida).

Non bastano tuttavia né l’impegno profuso in tal senso, né il tema affrontato a garantire le virtù letterarie di uno scritto.

Al momento sono alle prese con una serie di dubbi che si sono fatti strada man mano che la lettura procedeva, e che non sono stato in grado di vincere. Essi hanno il loro peso nel giudizio complessivo.

Non parlo tanto dei fatti, ridotti all’osso. A creare sconcerto è la costruzione delle frasi, spesso cantilenanti, brevi e anodine a fronte dell’enormità di quanto dovrebbero esprimere. Ciò è sintomo di una scrittura minimale che stenta a entrare nella sostanza di cose, persone e, soprattutto, sentimenti. Il lessico utilizzato per dar voce alla sofferenza di chi ha un terribile peso nel cuore è scarno e a tratti banale. In questo modo si erge una cortina tra gli eventi e il lettore, tale da ostacolare l’immedesimazione, il coinvolgimento emotivo, la comprensione.

Ne deriva che i ricordi di Alfonso Mario dall’Orto rimangono nell’alveo della sua coscienza perché sottaciuti e latenti dietro il filtro che sono le parole stesse.

La grave carenza espressiva si fa evidente quando, nei flashback che si susseguono nei capitoli, entrano in scena i congiunti di Alfonso Mario dall’Orto. Le emozioni che scaturiscono sono descritte con approssimazione. Il contesto stesso, dato per scontato, non è che un sintetico elenco di fatti. Non sembra neanche siano stati vissuti direttamente.

Chi legge fatica a immaginare e far proprio ciò che gli autori cercano invano di rappresentare. Direi che la criticità del racconto, al di là di velleità letterarie, è tutta qui. L’uomo sull’aereo potrebbe essere chiunque, provenire da ovunque. L’occhio degli autori appare lontano, distaccato, per non dire estraneo. Chi legge ha l’onere di immaginare da sé l’Argentina, il regime dittatoriale, il dramma dei desaparecidos. Di suo genio deve procedere oltre le parole di un testo che, paradosso tra i paradossi, è scritto in prima persona ma sembra raccontato in terza.

 

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Sfogliate in verticale ma non vedete i giorni? Non è un calendario; è un Flipback!

A quanto pare è vero che con la crisi ingegno e fantasia corrono da soli. Fatto sta che ecco apparire versioni economiche di qualsiasi editore, come funghi. Sono ovunque. Ovunque!
Prima è stato il caso della Newton, che mannaggia a me e quando accetto di buon grado qualcosarghhaim! Scusate, per la rabbia mi esplode la tastiera.
Intendevo dire, nel mio italiano stentato, che quando accetto di buon grado una novità, è il caso che mi tranci la lingua o meglio le dita.
Perché i cari tascabili a solo un euro, ora con una copertina un po’ più tosta a soli due euro, domani probabilmente a soli dieci euro, difesi subito da me a spada tratta, iniziano piuttosto a preoccuparmi. Nonostante tutto, restano ancora convenienti… anche se non so per quanto.
Bene, Scrittevoli. Il vostro avvocato delle cause perse, stavolta si occupa di libri al contrario. No dai, al contrario no; ancora son scritti nel verso giusto… ancora!
Magari prima o poi compariranno simpatiche letture da effettuare mentre ci si cimenta nella ruota, e magari quando giungerà quel giorno, mi occuperò anche di quello. Ma sinceramente spero di no. Mi auguro che nella disgrazia, qualcuno mi preceda nell’offrire il suo parere.
https://www.youtube.com/watch?v=UZ2jczhC2VY
(mi serviva che apparisse il video, non il link, ma non riesco)
Allora, si chiamano Flipback. Lanciati dalla Mondadori, si sfogliano dal basso verso l’alto e sembrano pratici e comodi. Non proprio dalle sembianze microbiche, son comunque più minuti della loro versione ufficiale (ad essere precisi, sono 1/6 di essa). Il prezzo ovviamente è minore, ma galleggia sempre sulla decina d’euro.
Cosa ne penso? Da persona curiosa o pirla modello (decidete voi), do la mia benedizione al nuovo prodotto; anche perché ho esaurito lo spazio sulla libreria e preso la cattiva abitudine di leggere solo nel pullman. Non posso portarmi dietro mattonelle; pertanto credo che prima o poi ne comprerò qualcuno… anche perché, al contrario dei Newton, non sembrano scritti per far abbassare la vista alle persone: la dimensione del font dovrebbe essere piuttosto umana.
Insomma, come prodotto sembra studiato molto bene. Certo è che il risparmio è minimale; ma se vi manca lo spazio e dovete comprarvi un’altra casa solo per infilarci i libri, questa novità fa al caso vostro. E poi sono teneri a guardarli… su questo non c’è dubbio.
Una curiosità: non li ha inventati la Mondadori. La geniale idea fu partorita nel 2009 dalla testolina dell’editore e stampatore olandese Jongbloed BV e lanciati ad Amsterdam nel settembre dello stesso anno.
Inghilterra, Francia e Spagna fin’ora non si son mai lamentate del prodotto; anzi…
Ora tocca all’Italia e mi auguro che sia conquistata in modo serio dalla freschezza della novità.
I titoli che man mano verranno pubblicati (molti dei quali son già presenti in libreria) sono:
EL James, Cinquanta sfumature. La trilogia; Margaret Mazzantini, Splendore; Dan Brown, Inferno; Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi; Francesco Guccini, Dizionario completo delle cose perdute; George Orwell, 1984; Suzanne Collins, Hunger Games. La trilogia; David Grossman, A un cerbiatto somiglia il mio amore; Robert Harris, L’ufficiale e la spia.

Che ve ne sembra? Per me una buona idea da provare, ma voglio lasciarvi l’ultima parola!

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[Recensione] Rosso Placebo di Federica Forlini

Titolo: Rosso Placebo
Autore: Federica Forlini
Editore: Narcissus.me
Genere: Urban fantasy-sentimentale
ISBN: 9788868856281
Data di pubblicazione: 14-01-2014
Num. Pagine: 111
Prezzo: 0,99€
Dove trovarlo: Itunes  Hoepli inMondadori  Amazon

Blog dell’autrice

Voto

 

TramaTordemma non è una città come le altre; nuove forze oscure minacciano i precari equilibri tra esseri umani e demoni, portando entrambi verso un inevitabile baratro. 
In un mondo tetro, freddo, che non ha molto da offrire salvo una tiepida speranza, Violet, da sempre alla ricerca dell’amore incontrerà Alan: un maledetto, un vampiro. Guidata da un sentimento annientante, travolgente, dilaniante, la ragazza gli darà il suo sangue per salvarlo, per strapparlo alla morte certa che minaccia costantemente ogni singola creatura, in attesa che si compia la profezia. 
Che ruolo avrà La Madre negli inquietanti avvenimenti accaduti a Tordemma? Chi scamperà alla furia del giustiziere e del suo flagello? E soprattutto: quale sarà il significato del ciondolo a farfalla, così vicino a Violet da illuminarsi ogni volta che si lascia succhiare dal vampiro?

Recensione: In Rosso Placebo è presente una notevole corrispondenza tra l’ambiente (Tordemma) e il modo di essere, di sentire della protagonista quindicenne.

Violet Grey assomiglia in tutto e per tutto a una comune adolescente. Alle prese con i turbamenti della sua età, si pone sin da subito ai margini di una vita sociale alla quale stenta ad appartenere. Tuttavia c’è qualcosa in più: il suo modo di vestire, il colore rosso che predilige insieme al nero, costruiscono intorno un ruolo che la fa apparire più figlia di Tordemma (sulla quale imperversa un fosco vaticinio prossimo a realizzarsi) che dei suoi genitori. Nella cittadina scura e grigia si mimetizza, fa propri i suoi colori e il gelo di sottofondo, lo stesso da cui uscirebbe volentieri se incontrasse la persona giusta. Ecco che abbonda il nero della matita sotto l’occhio e prosegue la simmetria tra lei e il mondo esterno.

Insomma, la storia potrebbe in sé dar l’idea di un copione già visto innumerevoli volte, se non fosse per qualche elemento illuminante e degno di interesse. In sé, ben costruita, segue meticolosamente il canone, gli ingredienti ci sono tutti; è chiaro che non bastano questi per dare sostanza e consistenza a un romanzo che si innesta in un certo filone narrativo. Ci deve essere di più. Di seguito racconto quel che ci ho trovato. Continua a leggere

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[Recensione] Colomba di Dacia Maraini

ColombaTitolo: Colomba
Autore: Dacia Maraini
Editore: Rizzoli
Genere: Narrativa
Pagine: 374
Anno: 2007 (I edizione 2004)
ISBN: 9788817016766
Prezzo: € 9,90
Voto

 

TramaDov’è finita Colomba? Perché la sua bicicletta giace abbandonata ai margini della foresta? Tante ipotesi si affollano nella mente di sua nonna Zaira, dalla fuga al rapimento, alla morte. L’unico indizio è la bicicletta abbandonata dalla ragazza, un anno prima, ai margini della foresta. Ogni mattina Zaira passa al setaccio i boschi delle montagne abruzzesi e intanto cerca una soluzione nell’ordito dei ricordi. Così, in quella nipote persa finisce per cercare tutte le persone scomparse nel passato, in un percorso a ostacoli che diviene la storia della sua famiglia. Con l’aiuto della “donna dai capelli corti”, una scrittrice che vive tra le montagne d’Abruzzo, Zaira riannoda i tanti fili della memoria. Le voci delle due donne si alternano, si sovrappongono, narrano una fiaba che intreccia storie personali e storia italiana. Un romanzo epico e corale, che segna il grande ritorno di Dacia Maraini ai suoi temi prediletti: la trama sottile dei sentimenti, l’attenzione per il mondo femminile e i suoi conflitti, il dolore causato dalla storia, l’amore per la natura.

Recensione: Con le sue 374 pagine Colomba, per chi non ha mai letto nulla di Dacia Maraini, è un romanzo inaspettato. Richiama marginalmente i Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. La protagonista di questa storia, Zàira detta Zà, bussa infatti alla porta della scrittrice. Vuole che si parli di lei, della sua famiglia, della nipote ‘Mbina che non si trova più, delle estenuanti ricerche nel profondo dei boschi abruzzesi. Domanda quasi un finale che non sia quello scontato, temuto.

Dopo un leggero senso di fastidio, la donna dai capelli corti comincia a entrare nelle vicende. E a scrivere, che è un modo di indagare, di scandagliare il terreno alla ricerca di tracce.

Nessuno è una monade leibniziana. Suo malgrado è foglia tra le foglie di uno stesso ramo, dimora in un ramo tra i mille che popolano un albero. Ciascuno porta con sé un retaggio familiare e culturale a certificarne le radici, l’identità più vera che nemmeno le convenzioni più bieche riescono a smorzare. Continua a leggere

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[Recensione] Epidemia Zombie di Z. A. Recht

 

Titolo: Epidemia Zombie

Autore: Zachary Allan Recht

Editore: Multiplayer.it edizioni

ISBN: 9788863552492

Prezzo: 14,90€

Numero Pagine:

Voto:

 

 

Trama:

 La fine del mondo ha inizio con un virus, un’epidemia senza precedenti nella storia dell’umanità. Gli infetti cadono in preda alla febbre e al delirio, mostrano una tragica inclinazione ai comportamenti violenti e vanno incontro a un tasso di mortalità del cento per cento. È la morte, ma non la fine. Le vittime risorgono dall’oltretomba e tornano a camminare sulla terra. Per contenere la diffusione dei morti viventi viene allestita una gigantesca operazione militare, ma il piano fallisce e la piaga si espande fino ad assumere le proporzioni di una vera pandemia. Di colpo, la vita torna a concentrarsi sulle necessità primarie. Svaniscono le insignificanti preoccupazioni del quotidiano. Scompaiono i rassicuranti agi di un sistema civilizzato. Non resta che aggrapparsi a una singola legge della natura: vivere o morire. Uccidere o essere uccisi. In un remoto angolo di mondo, un generale temprato da innumerevoli battaglie osserva ciò che resta dei suoi uomini: una giovane dottoressa, un fotografo di lungo corso, un impulsivo soldato semplice e una dozzina di profughi. Tutti sotto la sua responsabilità, a migliaia di chilometri da casa. Intanto, negli Stati Uniti, un colonnello dell’esercito scopre gli oscuri segreti legati al virus Morningstar e chiede aiuto a un noto giornalista per rendere pubbliche le informazioni.

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[Intervista] Il muro di luce di Emiliano Grisostolo

Il muro di luceTitolo: Il muro di luce
Autore: Emiliano Grisostolo
Editore: CIESSE Edizioni
Genere: Sci-Fi/Fantastico
Pagine: 192
Collana: SILVER
Mese/Anno di pubblicazione: febbraio 2014
ISBN Libro: 978-88-6660-114-2
ISBN eBook: 978-88-6660-115-9
Prezzo libro: € 15,00 / eBook: € 5,00

 

Trama: Siamo negli anni ’40: immobile in una stanza d’albergo di New York, un vecchio scienziato è in preda a una visione sinestetica. Esce per raggiungere il suo laboratorio e completare la sua macchina. Poco distante, il parco e la collina sono immersi in un’apparente calma.
Siamo negli anni ’60: un ufficiale dell’esercito americano è comandante della base militare di Montauk che si trova nei pressi di New York.
Siamo nel 2013: Marco, un giovane imprenditore, a pochi giorni dalle ferie estive osserva nella notte luci in movimento sopra i monti che circondano Maniago. Alcuni giorni dopo, con un amico militare della vicina base americana, decide di trascorrere una giornata tra i boschi della Val Cellina. In questo luogo avverrà l’incontro con un vecchio in fuga. A inseguirli nell’oscurità, figure aliene che sembrano uscite da un film, e questo incontro cambierà le loro vite per sempre. Continua a leggere

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[Recensione] I Figli di Baal – La Guida Rossa

Titolo: I Figli di Baal La Guida Rossa
Autore: Francesca Costantino
Editore: Armando Curcio Editore
ISBN: 9788897508328
Fomato: Cartaceo, Ebook
Lingua: Italiano
Numero pagine: 507
Prezzo: 16,90 €
Genere: Fantasy – Sword and Sorcery/Urban
Voto:

Trama: CCancellate quanto sapete della storia del pianeta: “I figli di Baal. La guida rossa” inaugura la Nuova Era del genere umano. Ispirato ai giochi cult D&D degli anni ’90, Diablo e Baldur’s Gate, questo urban fantasy si dipana tra Aurigard, la Città d’Oro, e New York poco prima dell’11 settembre. Jason, Sean e Victoria (un negromante, un guerriero bardo e una maga nera) sono condannati a cercarsi tra le ere e le dimensioni, pur essendo una cosa sola. Essi infatti incarnano i tre “aspetti” del dio Baal, un’entità originaria di Venere e parte della Stirpe divina ntidea. Il demone Mephisto, reietto dalla Stirpe, renderà gli esseri umani schiavi di una setta, impedendo ai protagonisti di riunirsi nell’avatar di Baal, l’unico che può distruggerlo. Amore, magia, musica rock ed esoterismo fanno da sfondo alle vicende umane, in una lotta fratricida che rivoluzionerà il modo di pensare di ognuno di noi.

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[Comunicato stampa] Arrivo a Trainville – Alain Voudì

Hell’s Hollow, la “valle dell’inferno”: un territorio velenoso, mortale per le radiazioni. Eppure è lì che gli indiani Navajo trovano il loro sostentamento: raccolgono la sabbia e la rivendono ai ricchi mercanti bianchi. È proprio da quella sabbia che i bianchi estraggono l’energia nucleare che fa muovere i grandi treni-città come Trainville, migliaia di grandi vagoni che viaggiano su binari quadrupli, girando tutti gli Stati Uniti in un’orbita senza fine che va da Boston alla California e viceversa.

Ma un giorno Serpe Veloce trova qualcos’altro nello Hell’s Hollow. Una bambina bianca, sperduta, senza memoria, senza passato. È così che comincia la nuova vita di Joanna, alla scoperta del mondo e delle sue città viaggianti.

ARRIVO A TRAINVILLE

Arrivo a Trainville” esce oggi, 27 maggio 2014 sul Delos Store.

C’è una menzione speciale, un fun fact, su quest’opera, nata da una joint venture tra Alain Voudì e la sottoscritta (realizzando anche la copertina). In un momento in cui avevo un’idea a mio dire buona, ma non le risorse per realizzarla. Alain è partito da un mio breve racconto che viveva in un mondo a sé stante e lo ha reso un intero universo. Quella che era una mia semplice idea è diventata una sua opera, bellissima, totale, granitica. Arrivo a Trainville è il primo episodio di molti (almeno altri quattro in questa prima stagione) che vanno a comporre il primo romanzo a puntate di questo mondo in bilico tra il western e l’atompunk.

Guardo Joanna, la protagonista, che sento come una figlia, muovere i primi passi con il suo papà e la guardo crescere. Trainville è stato un viaggio percorso con un grandissimo autore che con questa serie ha dato, a mio avviso, massima espressione del suo talento.

 

Collana: Trainville n. 1
Delos DigitalISBN: 9788867753611

Alain Voudì, genovese, classe ‘63, consulente direzionale, ha pubblicato due racconti in appendice ai Gialli Mondadori nel 2012, e un terzo, trasmesso su Radio 24 nel corso della trasmissione Giallo 24, è poi stato incluso nella raccolta omonima edita da Mondadori. Un suo racconto è stato finalista nel 2012 al Premio Stella Doppia di Urania, un altro ha vinto la prima edizione del concorso Tessisogni e un terzo è stato segnalato al Premio Robot, edizione 2012. Altri suoi racconti si possono trovare in numerose antologie, tra le quali 365 Racconti Horror, 365 Racconti sulla fine del mondo e 365 Storie d’amore di Delos Books, oltre che sulle riviste Robot e Writers Magazine Italia, nella collana FantaErotika di Lite Editions e nelle raccolte Il Cerchio Capovolto (I Sognatori, 2011 e 2012). È autore di diversi racconti della serie The Tube.

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